Il motore di ricerca degli studiosi di Seneca
Parole chiave: Esegesi
Anche antropologica, narratologica e relativa alla cultura materiale; commenti ai testi
Colloquio su Seneca
Il difficile rapporto fra teoria e pratica nella cultura romana
L’epistola 90 di Seneca, in cui (in polemica con Posidonio) la pratica è nettamente svalutata rispetto alla teoria, rappresenta la cristallizzazione di una dialettica che era stata ben più vivace e complessa nel periodo repubbicano, come testimoniano le opere di Cicerone e la Rhetorica ad Herennium per l’oratoria, quelle di Sallustio per l’arte della guerra, quella di Vitruvio per l’architettura.
Enticing Tantalus in Seneca’s Thyestes
Esame della descrizione dell’albero, dei frutti e della corrente in THS 152-175 ed analisi intertestuale del passo con riferimenti ad Omero, Saffo ed Ibico tra i greci, alla vicenda di Pomona in Ov. Met. 14, 623-692 tra i latini; Tantalo viene raffigurato come se fosse un amante insaziato; la scena negli inferi anticipa i crimini di Atreo e Tieste.
Citation and Authority in Seneca’s Apocolocyntosis
Analisi delle citazioni greche nell’Apokolokyintosis e della loro funzione nel contesto satirico dell’opera.
Senecas “Phaedra” und ihre Vorbilder nach dem Fund der neuen “Hippolytos”-Papyri
La trama dell’Hippolytos Kalyptomenos sulla base delle nuove ipotesi, fondate sul ritrovamento di nuove testimonianze papiracee; l’inizio dell’azione e il ruolo della nutrice; il fr. G (435); la conferma di un giuramento o l’inizio di un secondo intrigo contro Ippolito?; proposta di ricostruzione ipotetica della struttura del “Kalyptomenos”; il P.Oxy. 4639: il discorso adirato di Teseo dopo il suo ritorno; la “Fedra” senecana e quella sofoclea; la figura di Fedra nell’atto primo; la dichiarazione d’amore di Fedra e l’azione diffamatoria della nutrice; analisi dell’atto V: il lamento di Fedra supra corpus invisum, ossia la traduzione sulla scena del presunto modello sofocleo; il motivo della spada; il motivo del taglio della chioma; la costruzione del carattere di Fedra; excursus: la divisione in atti in PHD e DPS
Medea in Seneca: il logos del furor
Confronto oppositivo tra la Medea di Seneca e quella di Euripide, di Ennio e di Ovidio; a Medea Seneca affida la più compiuta attuazione del rovesciamento della magnitudo animi in inmanitas
La Medea di Seneca come fabula dell’inversione
Una ipotesi di lettura: lo “stile filosofico” del drammatico Seneca
In MED Seneca diventa filosofo teoretico: inserisce le vicende esistenziali dei suoi personaggi in una cornice di respiro cosmico, creando uno stretto legame tra leggi cosmiche ed etiche; perciò questa tragedia può essere considerata una organica meditazione sulle capacità di male che l’uomo possiede, in potenza o in atto
«Medea nunc sum»: il destino nel nome
Esame delle implicazioni tragiche e narrative del nome di Medea; la coazione del personaggio ad agire in modo coerente con il suo mito; Medea come Bildungsroman dello scelus; psicopatologia di Medea
Catone e un’eco ovidiana (met. VIII, 185 s.) in Seneca (prov. 2, 10)
A partire da Renata Roncali (1997, 181), l’a. si sofferma su met. VIII 183 ss., in cui Minosse è presentato come signore assoluto che impedisce all’artifex esule di tornare ad Atene. Il confronto tra la variante attestata in clausola al v. 186 et licet armis e PRV 2, 9-10, in cui Seneca rappresenta Catone l’Uticense che esprime il suo rifiuto del compromesso col despota, nonché con PRV 5,10-11, dove Seneca ricorda il racconto ovidiano di Fetonte introducendo una variante non attestata altrove, inducono l’a. a sostenere la variante e a concludere che dietro la figura antitirannica di Dedalo si intravede un’allusione a Catone l’Uticense