Il motore di ricerca degli studiosi di Seneca
Personaggio: Omero
Seneca on Moral Theory and Moral Improvement
ritrattazione di 2006 .99 per riaffermare che l’intento pedagogico di S. in PST mira a formare veri filosofi anche attraverso un tiricinio teoretico, come risulta dalla distinzione tra approccio filosofico e non filosofico alla ricerca, dagli autoritratti di filosofo, dall’individuazione di diversi livelli di progresso morale e delle letture rispettivamente idonee, dall’esortazione alla discussione filosofica per definire le varie forme della virtù, dal confornto con Epitteto
‘Circolarità virtuosa’ e ‘virtù crudele’: per una pragmatica relazionale nel De beneficiis di Seneca
S. rappresenta la reciprocità del dare e dell’accipere come una circolarità iconicizzata dal mito delle Grazie e contrapposta alla finzione crudele della virtù derivata da una volontà simulata che trasforma il beneficio in iniuria
La pestis di Hercules Oetaeus
l’interesse di S. per la medicina lo spinge, per mezzo di spie linguistico-concettuali, a “rivestire il mito di scienza” e a distinguere con i sintomi e con le modalità di infezione la pestis contratta da Ercole in HOE da quella descritta nel prologo di DPS, superando la genericità del modello sofocleo
Aiace Oileo e la terra: un’etimologia senecana (Sen. Ag. 556)
GMM 556 descrive la morte di Aiace d’Oileo riprendendo il binomio oppositivo fuoco-acqua da Ov. Ib. 341-342 e fa del nome dell’eroe un “portatore di orientamento semantico” perché conferma i suoi legami etimologici con la terra (gr. aia) e con la nozione del soccombere (iacet)
Der Weg zur Anagnorisis
S. estende, rispetto al modello sofocleo, il ruolo del destino, non solo stoicamente immutabile, ma alla cui accettazione è subordinata la conoscenza, come dimostrano i ruoli e i comportamenti dei personaggi: fino al quarto atto il comportamento di Edipo (specie verso Creonte e Tiresia) è coerente dal suo punto di vista soggettivo, poiché il destino non gli ha ancora mostrato i fatti con chiarezza; Giocasta è un altro simbolo del pericolo dell’ignoranza del destino e Forba uno strumento del suo svelamento
L’Hercules Oetaeus come riscrittura del furens. Alcune proposte di analisi
HFU e HOE mostrano diverse corrispondenze nella struttura drammaturgica, parallei più precisi tra alcune sequenze quali i cori e i prologhi, una serie di richiami allusivi; le vicende di entrambe le tragedie nascono dalla richiesta da parte di Ercole di una nuova sfida che si realizza in un gesto di autoannullamento, ma in HFU tutto si risolve in una sconsolata accettazione del destino mentre HOE si chiude in un provvidenzialismo trionfalistico che non sembra essere di S.
“Esalare l’anima”: da Omero a Seneca, tra letteratura e filosofia
nel secondo coro di TRD si possono individuare tracce di concezioni epicuree attinte da Lucr. III e una probabile eco di Hor. Carm. III,30,6-7, ma soprattutto l’impiego di un fortunato motivo omerico, la fuoriuscita dell’anima dal corpo, un’immagine usata non per esprimere la sopravvivenza dell’anima dopo la morte, ma la sua vanificazione nel nulla.
Seneca, Agamemnon 425-430
in GMM 428 leggere laetum al posto di lentum; modelli omerici e tragici di GMM 425-430; contesti analoghi in TRG, in Virgilio, Ovidio e Quinto di Smirne
The Aedui, Troy and Apocolocyntosis
i Romani e gli Edui riconducevano le proprie origini a Troia: di tale convinzione si trova traccia in LDS 5, 4, ove si allude, con intenti satirici ed esoterici, al luogo di nascita dell’imperatore Claudio
Apollo nel secondo coro dell’Agamennone (vv. 322-339)
l’interpretazione del II coro di GMM è problematica; moduli cultuali e religiosi; il ruolo di Apollo; fonti: inni omerici ed Ovidio