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Parole chiave: Critica testuale
Commune nefas und eine verkannte chiastische Disposition im ersten Chorlied des senecanischen ‚Thyest‘
difesa della lezione e della lettura effettuata da R. Tarrant di THS 139 aut commune nefas che, insieme al v. 138b, viene a costituire una corrispondenza chiastica con i due esempi mitici seguenti arricchendo la retorica del cinismo
Il corpus senecano dei Padovani: manoscritti e loro datazione
descrizione del Vat. Lat. 1769, datato all’inizio del Trecento in area padovana, con riesame dello status quaestionis e congetture sugli autori delle postille; esame della tradizione testuale del codice e confronto con altri ad esso connessi (Ambr. C 90 inf., Par. Lat. 11855, Ambr. D 276 inf., Laur. XXXVII 13); descrizione dei pochi discendenti: Antoniano I 9, con particolare attenzione ai prologhi, e Vat. Lat. 2213
Una nota su Sen. Epist. 114,2: tra forma, contenuto, stile e ethos
la presenza di una rara clausola didattilica in PST 114,2 e 100,4, luoghi affini per le tematiche stilistiche trattate, convive con altre corrispondenze formali e contenutistiche
Senecana
in NTR III,30,8 si congettura dabitur e terris; in NTR IVa,2,18 si consiglia di integrare Trogodytae, quibus propter solis aestus subterraneae; affinità lessicali tra PST 90,10 e Luc. 9,942-945; in PST 90,23 si congettura et saepius manu regerentur
Problemi colometrici negli anapesti senecani e «sense-correspondence». L’esempio di Thyestes 938-956
difesa dell’analisi delle monodie anapestiche senecane mediante il criterio della corrispondenza fra unità metrica, contenuto e sintassi; status quaestionis sull’uso della “sense-correspondance” per l’edizione del testo di TRG, con particolare attenzione all’uso fattone da Fitch (cfr. 2004.12; 2004. 46; 2004.95); indagine sull’applicazione dei criteri di Fitch a THS 942-956: la sua proposta di riconoscere varie monodie nella sequenza metrica (contro Zwierlein, cfr. 1986.8 ; 1986.86) introduce una frammentazione del ritmo più confacente a esprimere l’emotività del monologo di Tieste; tavola comparativa di Zwierlein e Fitch per THS 938-956
Pleasure and the sapiens: Seneca De vita beata 11.1
si difende in VTB 11,1 la lezione dei codici cui soli concedis voluptatem (invece di concedimus degli editori), ritenendo che il sapiens qui menzionato sia quello epicureo, non quello stoico; Cic. fin. 2,9-18 offre un sostegno al’ipotesi
Posidonio e le origini dell’architettura: contributi al testo e all’esegesi di Sen. ep. 90,7 e di Isid. orig. 15,2,6
in PST 90,7 leggere sparsos et cavis tectos invece di sparsos et aut casis tectos; dalla tradizione letteraria risulta infatti che la presenza di capanne mal si concilia sia con un regime di vita errante e ancora non comunitario (sparsi), sia con i rifugi naturali elencati subito dopo nel corso del paragrafo. Sempre sulla base di tale tradizione in Isid. orig. 15,2,6 si propone di emendare naturali sollertia speluncis silvestribus tegumentis relictis tuguria sibi.
Una nuova edizione dell’Octavia
Riflessioni a proposito dell’edizione dell’Octavia a cura di Elena Barbera
Su di una nuova edizione del De clementia di Seneca
Discussione dell’edizione L. Annei Senecae de clementia libri duo di Ermanno Malaspina
Un passo guasto di Seneca: ep. 72, 6
In PST 72, 6 mantenere quem contro Reynolds che accoglie qui di Lipsio; leggere revocaverat al posto di advocaverat; semel in totum £sapiens$ sanatur al posto di £animus$ semel in totum sanatur, accolto da tutti gli editori da Mureto in poi